Ecologia Profonda
Di Paolo Franceschi
Giovedì 24 febbraio si è svolta a Genova un’interessante conferenza sul tema “2011: anno internazionale delle foreste”, organizzata dal circolo genovese del Movimento per la Decrescita Felice e dall’ ”Associazione Amici dell’Orto Botanico” presso l’Università di Genova.
L’evento ha visto anche il “debutto” a Genova della Rete Italiana per la diffusione dell’Ecologia Profonda, di cui parleremo più avanti.
La conferenza si è aperta con i saluti di Enzo Parisi, rappresentante delle realtà organizzatrici, il quale ha anche svolto una breve introduzione, spiegando innanzitutto le ragioni del titolo della conferenza: il 2011, infatti, è stato proclamato dall’ONU “anno delle foreste” ed il 24 gennaio scorso si è tenuto a New York il Forum delle Nazioni Unite sul tema; tale celebrazione è stata decisa al fine di sensibilizzare il mondo sull’importanza che le foreste e le aree verdi, che attualmente coprono il 31% della superficie terrestre, rivestono per la salute del Pianeta e di tutti gli esseri viventi che lo popolano.
Il primo intervento, dal titolo suggestivo “Il rapporto sprituale e salutare col bosco” ha visto come relatore l’Ing. Guido Dallacasa, milanese di origini felsinee e studioso della filosofia dell’Ecologia Profonda, il quale ha evidenziato l’importanza di concepire il bosco come un “essere senziente”, un “organismo” di cui l’uomo è una componente, come lo sono le cellule all’interno di un essere vivente. L’ecologia deve consistere soprattutto nella percezione di far parte integrante di un complesso molto più vasto, l’Ecosistema ed è pertanto necessario che l’umanità abbia come primo valore la buona salute di questo organismo, così come noi abbiamo cura della salute del nostro corpo.
La difesa dell’ambiente non può poi prescindere dalla difesa della “biovarietà”, la quale è alla base della vita ed è garanzia di stazionarietà e di capacità di autogestione da parte dell’Ecosistema. Emblematico, al riguardo, è l’esempio, citato dal relatore, di ciò che avviene in agricoltura: dove viene applicata la monocultura ed è totalmente assente la biovarietà, la coltivazione si mantiene solo con massicci interventi esterni, quali sostanze chimiche e prodotti derivati dal petrolio.
La concezione del bosco e della foresta come un “essere senziente” comporta di fatto una vera e propria rivoluzione valoriale, che è poi alla base della filosofia dell’Ecologia Profonda e che ritiene che le entità naturali siano portatrici di valori “in sé”, indipendentemente cioè da ciò che l’essere umano pensa di loro.
I valori, pertanto, non esistono solo nell’uomo, ma anche nelle piante, negli animali e perfino negli ecosistemi: anche una montagna può avere un valore intrinseco ed anche un fiume può provare “esperienza”.
Successivamente all’intervento dell’Ing. Dallacasa, è seguito quello del Dott. Umberto Bruschini, Direttore forestale e Presidente della sez. ligure dell’Associazione Italiana Per l’Ingegneria Naturalistica (A.I.P.I.N.), dedicato al tema “Boschi e foreste dal mondo alla Liguria”. L’intervento del Dott. Bruschini è stato più di taglio tecnico ed ha affrontato i problemi che stanno attraversando sia le foreste nel mondo, a causa della deforestazione, sia i boschi della Liguria (la quale, va ricordato, è la regione italiana, insieme al Trentino Alto Adige, con la superficie boscosa proporzionalmente più vasta), dovuti invece al degrado forestale, ovvero alla diminuzione della qualità strutturale e specifica della copertura forestale, problema quest’ultimo che interessa un po’ tutte le superfici boscose e forestali della fascia boreale.
Anche durante questo intervento è stata sottolineata l’importanza intrinseca di boschi e foreste, che costituiscono l’habitat per i due terzi delle specie animali e vegetali conosciute nel mondo.
Ha chiuso infine Enzo Parisi, il quale ha elencato una serie di iniziative che tutti noi possiamo fare per contribuire alla conservazione delle foreste, a cominciare dall’evitare il consumo di cibi la cui produzione comporta la distruzione di intere aree forestali, soprattutto tropicali (un esempio su tutti: gli hamburger, prodotti con la carne di bovini i cui pascoli vengono sempre più ricavati dalle aree deforestate).
Abbiamo accennato all’inizio alla Rete Italiana per la diffusione dell’Ecologia Profonda.
In breve, si tratta di un gruppo di persone che opera al fine di far conoscere al pubblico una filosofia poco nota, elaborata dal naturalista norvegese Arne Naess, scomparso ultra-novantenne all’inizio del 2009. La peculiarità di questa filosofia consiste nella concezione della natura e delle creature che la popolano come importanti di per sé e non in rapporto ai vantaggi, anche indiretti, che possono arrecare al genere umano. Un’ecologia che si contraddistingue pertanto per la sua profondità, al contrario dell’ecologia di superficie che, invece, si limita a promuovere la tutela dell’ambiente in quanto recante vantaggi e benefici all’uomo. Si tratta di un totale rifiuto della visione antropocentrica del Mondo e dell’Universo e di un pensiero dalle caratteristiche tradizionali (visione cosmica, organica, olistica della Natura, che era propria delle civiltà tradizionali) e rivoluzionarie (rifiuto del materialismo che accomuna le due visioni del mondo proprie della modernità: marxismo e capitalismo).
Come Laboratorio non possiamo non sposare le tesi dell’Ecologia Profonda e sostenere tutte le iniziative volte a promuovere e diffondere questo pensiero, affinché anche nel campo dell’ambientalismo, dell’ecologia e dell’animalismo si facciano strada visioni e prospettive che rappresentino dei punti di rottura col pensiero dominante, il quale anche in questi settor,i purtroppo, diffonde con successo i suoi dogmi, rendendo utili e funzionali a sé stesso battaglie che, in realtà, dovrebbero combatterlo in maniera radicale.
Letture consigliate:
Guido Dallacasa, “Ecologia Profonda”, Pangea Edizioni, 1996.
Arne Naess, “Ecosofia”, Red Edizioni.
Siti consigliati:
https://sites.google.com/site/reteitalianaecologiaprofonda/
www.biochiave.it