Agricoltura Biologica 1 parte

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AGRICOLTURA BIOLOGICA: QUESTIONE DI INTERESSE STRATEGICO NAZIONALE
Priorità e criticità nei Programmi Agroambientali europei e regionali per la tutela dei diritti inviolabili alla salute ed all'ambiente
di Giuseppe Altieri, Agroecologo

La Fame e la Sete... dei mercanti 
E' finalmente di pubblico dominio il fatto che l'Agricoltura e la Zootecnia industriale rappresentano oggi il fattore principale di emissioni di Gas Serra (CO2, Metano, Ossidi di Azoto dalla produzione di concimi chimici, ecc), con oltre il 30% delle emissioni totali e che gli allevamenti industriali producono più CO2 (e metano) di tutti i trasporti mondiali !! Senza tener conto che, a causa della cosiddetta globalizzazione, la maggior parte dei trasporti mondiali avviene a carico di prodotti agroalimentari che solcano gli oceani  in lungo e in largo.
Una marea di vere e proprie "fesserie pseudoscientifiche" vengono buttate in pasto ai mass media, seppur partendo da dati reali sulle crisi di produttività dei terreni agricoli e sugli sconvolgimenti climatici, che desertificano le terre, ma la causa principale è da imputarsi alla chimica dei Pesticidi e dei Disseccanti che distruggono l'Humus (incrementando ulteriormente i Gas Serra), e compromettono la salute degli Agricoltori e dei Consumatori.
Si vuol preparare la gente alla fame e alla sete... 
...quella dei Mercanti che monopolizzano i mercati agricoli, speculando sui bisogni primari dei consumatori, mentre i prezzi pagati agli agricoltori hanno raggiunto all'ultimo raccolto, il minimo storico, con la paglia (12 €/q.le) che vale più del grano (11,5 €/q.le)... mai successo nella storia umana !!!
Come è possibile tutto ciò?
Oggi alleviamo a livello mondiale circa 8 miliardi di bovini equivalenti che mangiano almeno come 20 miliardi di persone, in fabbriche di animali piene di medicinali ed ormoni. Li nutriamo con Mais, Soia e altri prodotti e sottoprodotti agricoli e industriali (spesso OGM) che consumano più petrolio dell'energia solare fissata attraverso la fotosintesi dalle loro coltivazioni, a causa dell'agricoltura industriale, energivora e chimicizzata, che sta massacrando da 50 anni i terreni più fertili e produttivi in tutto il mondo. 
In tal modo accumuliamo, in particolare nelle carni, moltissimi residui chimici, soprattutto Pesticidi...
...mentre 1 miliardo di esseri umani soffrono la fame nera.
Bisogna fermarsi, anche perchè ...è già troppo tardi.

E' proprio il caso di dire ..."c'è troppo cibo per poter mangiare tutti"
L'eccedenza in ogni settore agroalimentare crea crisi dei mercati e crollo dei prezzi alla produzione e tutto vantaggio degli speculatori che controllano i mercati internazionali, mettendo a rischio le sicurezze alimentari di tutti i paesi e le loro economie agricole tradizionali.
In Italia almeno 800.000 ditte di agricoltori hanno chiuso o fallito negli ultimi 10 anni (Fonte Coldiretti), con un indotto di almeno 3 milioni di posti di lavoro persi !!! (mentre ci preoccupiamo della FIAT, per poche decine di migliaia di posti di lavoro persi, che dovrebbero essere immediatamente riportati in Agricoltura, approfittando della crisi industriale).
Basterebbe puntare alla sovranità alimentare autosufficiente dei singoli popoli, attraverso l'Agroecologia e le Produzioni Biologiche Tardizionali locali, organizzate con filiere corte o dirette, dai produttori ai consumatori. 
Dove se non in Italia? 
Il paese più ricco del mondo in quanto a biodiversità e tradizione agroalimentare sta subendo un attacco mortale al suo patrimonio primario, Agricolo e Sementiero ed alla salute del suo popolo, con un tasso di malattie degenerative e tumorali semplicemente spaventoso.
Tanto per fare un esempio vorrei ricordare che l'80% della popolazione del Sud America riesce a nutrirsi in autosufficienza, coltivando appena il 30% dei terreni agricoli. E siamo parlando di quelli marginali e meno produttivi, di alta collina e montagna, laddove sopravvive solo l'Agricoltura tradizionale.
Lo stesso accade in India, dove vi sono, per fortuna, ancora 800 milioni di contadini tradizionali, che garantiscono la sovranità alimentare del paese, anche se milioni di tonnellate di derrate vengono distrutte nei magazzini, invece di destinarle ai poveri che non hanno soldi per mangiare.
Ed è noto (fonte FAO), che in tutti i sistemi agricoli mondiali, con l'aumentare delle superfici medie delle aziende agricole diminuisce notevolmente la produttività per ettaro di terreno, dal momento che l'industrializzazione non rende possibili le consociazioni colturali e i corretti avvicendamenti. Molti sistemi policolturali di "Agricoltura Sinergica" consentono produzioni doppie e triple di quelle industriali, risultando nel contempo protettive dell'ambiente, della salute e della fertilità dei terreni. E produttive di posti di lavoro dignitosi in una agricoltura nel contempo moderna e tradizionale, in sostanza Agroecologica.
Un paese come Cuba, ridotto alla fame nel 1989 a causa dell'embargo e dell'abbandono da parte dei sovietici, si è rimboccata le maniche e in dieci anni di "Periodo Especial" ha ricostruito un tessuto rurale che ha portato gli agricoltori dal 4 al 20% della popolazione, recuperando l'autosufficienza alimentare e sanitaria (Medicina Naturale), con sistemi di produzione biologici avanzatissimi, recuperando parzialmente anche la trazione animale. Di necessità virtù... (G. Altieri: "La rivoluzione della Naturaleza", Mediterraneo, n° 3). 

"Cibus Ecologicus in primis" 
Così si diceva nella Antica Roma, per il popolo più sano e forte del mondo dell'epoca. Laddove non era necessario l'appellativo di Ecologico o Biologico, dal momento che i prodotti di sintesi semplicemente non esistevano, come d'altronde appena 50 anni fa... come ci ricorda lo splendido documentario di Enrico Bellani "Respiro di Terra", sull'agricoltura tradizionale umbra del 1973, sottoposta al primo assedio dei Mercanti.
E non si tratta certo di rifiutare la meccanizzazione o di tornare alla zappa, anche se un grande sviluppo dell'orticoltura familiare è oggi auspicabile e di cronaca, anche grazie alla cosiddetta "crisi economica", in realtà finanziaria, per la troppa concentrazione dei capitali in poche avide mani.
Ed allora "Mangiacomeparli"... è proprio il caso di dire. E ne abbiamo fatto anche un marchio a garanzia dei consumatori, 100% Italiano, 100% OGM Free, 100% Biologico, secondo le norme di legge. Ovvero, torniamo alla Tardizione Agroecologica basata sulla Biodiversità della nostra agricoltura.
Liberiamo l'agricoltura dall'Industria chimica dei Pesticidi, inutili e tossici, venduti da una rete fittissima di commercianti senza scrupoli, in assenza di un'assistenza tecnica indipendente (su cui la comunità europea aveva investito notevoli risorse negli anni '80-'90), finita purtroppo nel lavoro burocratico dei cosiddetti sindacati agricoli, che decidono in concertazione le politiche regionali. 
Liberiamola dalla trasformazione agro-alimentare industriale truccata per i supermarkets... e, soprattutto, dal Commercio speculativo, che lascia agli agricoltori meno del 20% del prezzo pagato dal consumatore. 
In sostanza: andiamo a far la spesa in campagna attraverso filiere corte o dirette dal produttore al consumatore; ed insegnamo ai nostri figli gli odori e i sapori veri della Natura.
In fondo, tutto questo è previsto dalle normative Europee da almeno 15 anni, con l'avvio dei Programmi Agroambientali Europei (Reg. CE 2078/92),  obbligatori all'interno dei cosiddetti Piani di Sviluppo Rurale (le finanziarie agricole regionali).
Ma, come vedremo, le cose purtroppo non sono andate come i legislatori europei avevano previsto ed i recepimenti tecnico giuridici regionali, con miopia ormai cronica, hanno per lo più contrastato gli obiettivi della politica comunitaria agroambientale.

 

 

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